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La sua figura si rese sempre più concreta.

113 non era una persona alta, ed era incredibilmente veloce.

Imbracciava un fucile, che durante la corsa ripose in una fondina sulla schiena.

Da una fondina sulla gamba, con la mano libera, prese un coltello.

Più che un coltello, sembrava un machete.

Anzi, era un machete.

Lo tenne stretto con entrambe le mani.

Da lì tutto iniziò a farsi più nitido.

Indossava una maschera metallica, lucente, argentea, che copriva gli occhi e parte del naso.

Sulla parte inferiore del viso e sul collo, portava un pezzo di stoffa, annodato dietro la testa, probabilmente per non respirare il fumo.

I capelli erano corti, disordinati, poco sotto l'orecchio dietro e con dei ciuffi davanti, a ricadere sulle guance o sulla maschera.
Alcune ciocche erano tinte di un blu acceso.

Si avvicinò, e fu possibile notare un dettaglio fondamentale.

113 era una ragazza.

Jack se la ritrovò a circa un metro di distanza, ed il tempo sembrava essere impazzito.

Tutto era più lento.

Ma Jack non si fece domande.
Era troppo stordito dalla figura di 113 e concentrato su di essa per preoccuparsi d'altro.

Più che una ragazza, 113 era una ragazzina.

Si vedeva.
Era alquanto palese.

Jack si chiese quanti anni potesse avere.

14?
15?
16?

Jack era sicuro che 113 potesse avere massimo 16 anni.

113 ora correva, e le sue gambe, veloci nella lentezza del momento, erano piene di fondine e cinghie che sembravano essere fatte di qualcosa simile al cuoio.

I pantaloni erano neri, semplici, stretti con quelli che dovevano essere o tagli o buchi sulle ginocchia e altri buchi e scuciture sparsi per il basso coscia e altri punti, palesemente non fatti apposta, ma che non stavano poi così tanto male, secondo Jack.

La maglietta era sgargiante, cucita con tante stoffe diverse e colorate.

L'unica parte simmetrica e ripetitiva della maglietta erano le maniche, lunghe, ma tirate su fino al gomito, con strisce gialle fluo e nere.

Alle mani, portava dei guanti di pelle, senza dita, con un buco sul dorso della mano, e quelle che sembravano essere borchie.

Jack passò al suo viso.

Notò la pelle bianchissima, pallida, in certi punti arrossata, forse scottata dal Sole.

Poi, vide i suoi occhi.
Neri, con dei riflessi argentei, scuri, magnetici.
Si perse in essi.

113 gli provocava la stessa sensazione che aveva provato più volte, in quella giornata, e mai prima d'ora.

Un misto tra un'inspiegabile nostalgia, serenità, sicurezza, protezione, deja vu.

La stessa cosa gli era capitata sia vedendo il fumo arancione, sia le figure dei membri della resistenza, sia a sentire proprio questo nome, "resistenza", ed ora, con 113.

Jack non riusciva a collegare il tutto, a trovare un senso logico, ma non gli importava più di tanto.

Il tempo tornò a scorrere normalmente, il cuore a battere più velocemente, il respiro a farsi nuovamente affannato, le parole e le urla farsi più disperate e vive, da mute come erano prima e gli uomini correre.

Vide 113 avvicinarsi, correndo, veloce.

In un secondo, 113 fu a poco da lui.

Saltò, per fiondarsi sul petto di uno degli uomini, accoltellandolo, e facendolo cadere a terra.

Jack spalancò gli occhi, fissando senza parole la scena.

113 corse fino ad un altro uomo, accoltellando pure lui, per poi girarsi e bloccare con il braccio un fucile puntato alla sua testa, un attimo prima che esso sparasse, ora a vuoto.

Accoltelló anche quest'uomo.

In fretta, estrasse uno strano bastone dalla fondina sulla sua gamba sinistra, che si rivelò essere un arpione.

Premette un bottone, e mentre appoggiava la canna dell'arpione sul petto di un altro uomo, l'uncino uscí, trafiggendolo.

Strattonò il corpo ormai morto dell'uomo verso il suo, per utilizzarlo come scudo umano, contro dei colpi da parte di un altro.

Estrasse poi due di quelle strane pistole colorate, per poi iniziare a sparare.

I colpi, luminescenti, iniziarono a colpire altri uomini, con una mira precisa, secca.

Dopo poco, non ci fu altro che silenzio.

113 sparó in mezzo al fumo, colpendo un altro uomo.

113 si fermò, poi.

Si guardò intorno, per poi riporre nuovamente le pistole nelle fondine.

Fece un segno con la mano, e le figure dietro alle mura di fumo, che ora si stavano mischiando con l'aria, avanzarono.





- SpazioLePistoleLaserSonoOP

A parte il fatto che le pistole laser sono OP, buona Vigilia di Natale!
Oltre al cenone a cui ho zero voglia di andare, oggi devo fare settecentomiliardi di trilioni di milioni di millemila compiti perché così mi tiro avanti.
(... Che bella giornata. 😂)
Questo è il motivo per cui sto pubblicando adesso.
Per domani ho fatto un capitolo super lungo, cosí diventa una sorta di... Regalo di Natale...?
Comunque buona Vigilia e resistete ai cenoni.😂




~Francy

Soldier 113 [First Arc]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora