Appena vide le luci dell'alba trasparire dalla stoffa posizionata sulla finestra della sua casupola, Jack decise di alzarsi.
156 aveva detto "presto", no?
Alzarsi adesso era più che altro una scusa per togliersi da quella branda.
Non aveva dormito molto.
Anzi, per niente.
Provava una leggera ansia per quello che sarebbe venuto il giorno dopo, ormai, adesso, alle porte.
Sapendo l'importanza degli armamenti che stava per ricevere, aggiungendo l'ansia di non svegliarsi in tempo e fare una brutta figura, il sonno non era di certo il suo primo pensiero.
Si era girato e rigirato per ore, inutilmente, in quelle coperte e su quella branda.
Con cautela, ovviamente.
C'era anche Camille nella stanza, con lui.
Ogni tanto la guardava dormire, e pensava a quanto fosse tenera, mentre dormiva, completamente assorta in un mondo di fantasia in cui probabilmente, contando la fantasia della bambina, regnavano pegasi luccicanti o creature surreali ed immaginarie, come gli unicorni.
Quasi rise, pensando a quello.
Era sul punto di ridere pure quando Camille, con una mossa veloce, muovendosi nel sonno, si era involontariamente catapultata tutti i capelli boccolosi sulla faccia.
L'ansia però non tardò a tornare, nella mente di Jack.
Guardava il soffitto e pensava a quante volte l'avrebbe visto, nella sua vita.
Nonostante i polmoni avessero pieno e libero spazio per respirare e il suo diaframma potesse senza problemi gonfiarsi, si sentiva in qualche modo soffocare.
Faceva caldo.
Era notte.
Avrebbe dovuto fare freddo, forse?
Faceva caldo e sentiva un peso sul petto.
Non era troppo pesante, ma abbastanza per fargli sembrare respirare un'attività più faticosa che fare i pesi.
Si tolse pure le coperte, ma niente.
Non respirava bene.
Sapeva che non era nulla di fisico.
Era tutto nella sua testa.
Era tutta ansia, tutti pensieri, tutti incubi, tutte incertezze e tutte certezze che piano piano si accumulavano sui suoi polmoni, lentamente soffocandolo, in un'infinita, opprimente spirale.
Si girò, e vide Camille mettere una mano sotto la sua guancia.
Per un attimo, inspiegabilmente, sentiva il petto leggero.
Deja vu.
Santo cielo.
Di nuovo.
Di nuovo quella sensazione.
Gli sembrava di star ricordando qualcosa.
Il problema era solo uno.
Cosa?
Non lo sapeva dire.
Capí però che stava per ricordare qualcosa quando gli sembrò che ciò che stava scandendo, in qualche modo, non stesse andando per il verso giusto.
Come se sapesse cosa stesse per accadere, in qualche modo, anche se non se lo ricordava, e non vedendolo accadere, si ritrovò a pensare che tutto ciò fosse in qualche modo sbagliato, diverso da come dovrebbe essere in realtà.
Decise di lasciar stare.
Sapeva di dover cercare di dormire, anche se gli era impossibile.
Gli girò la testa quando si alzò dal letto.
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Soldier 113 [First Arc]
ActionAnno 4000 d.C circa. In seguito ad una guerra nucleare, la California è rimasta l'unica zona del mondo intatta dalle radiazioni. PerfectOne, con capitale NewElement, è l'unico segno di civiltà umana rimasto sulla Terra, governato da una stirpe imper...
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